(Fonte: parafuckinoya)
VIOLA AMARELLI
(prendi un coltello)
Prendi un coltello-bambina.
Attenta ai mostri. Ai lupi. Ad amici e parenti.
E sconosciuti.
Prendi le forbici – gioia.
C’è il male e c’è la pazzia.
Attenta a non incontrarli, per ora, ora che è
troppo presta.
Diventa tu folle, affonda le lame,
dentro più dentro coi denti.
C’è la paura e c’è l’orrore. Umano.
Carezza le bestie.
Tua madre ti ama.
Sono le 18,06 del pomeriggio, pioviggina, fa un po’ freddo, ma meno degli altri giorni, più umido. Da qualche minuto è ufficialmente cominciata l’ora del mah, che si manifesta, oltre che con una crescente agitazione motoria che porta a spostarsi frequentemente all’interno delle due stanze e intorno al tavolo fortunatamente di forma rotonda, con il ripetersi sempre più frequente dell’esclamazione in oggetto, in seguito accompagnata da uno scuotimento della testa, leggermente reclinata verso il basso, da destra verso sinistra. Elementi non accessori dell’ora del mah sono un compulsivo sguardo rivolto verso lo schermo, una leggera flessione delle labbra chiuse verso l’angolo destro, del genere “smorfia” o in alternativa la chiusura delle labbra e la loro retroversione verso l’interno, come a mordersele tra di loro.
Col passare dei minuti possono aggiungersi altri sintomi quali: grattarsi il lobo dell’orecchio sinistro, sospirare vistosamente.
Talvolta, quando sono libere da altre occupazioni, i palmi delle mani vengono sfregati con lieve pressione. Al termine di due o tre sfregamenti le dita si intrecciano fra loro a mo’ di preghiera.
La durata dell’ora del mah è variabile, l’esito non sempre uguale.
Seguono aggiornamenti.
—
Emil Cioran
(via liamdestroy)
(Fonte: nonlasciarmi, via progvolution)
che mi impietriscono sono è troppo tardi.
è che le parole a volte sono pietre.
so poche, pochissime cose. E quelle che so me le dimentico subito.
“Cosa ne pensi dei computer?” “Mi terrorizzano”. Un documentario racconta Programma 101 di Olivetti, il primo personal computer della storia.